mercoledì 14 dicembre 2016

Da tradurre: Copi

Copi

Copi, l'Ora dei Mostri
Quando, nel 1987, l'editore Jorge Herralde organizzò nel Palau de la Virreina di Barcellona un'ultima serata in onore di Raúl Damonte Botana (alias Copi, autore di fumetti e di teatro, di romanzi e di racconti, ma anche attore en travesti, costumista, regista), il festeggiato era morto da poco e la madre Georgina ne aveva già sparso le ceneri sulla spiaggia di Dieppe, dove le onde avevano esitato a lungo prima di portarsele via. E adesso, per una curiosa coincidenza, sono proprio le sale della Virreina a ospitare La hora de los monstruos, ossia la prima antologica mai dedicata a Copi, nato a Buenos Aires nel 1939, cresciuto in Uruguay dove la sua famiglia si era rifugiata per ragioni politiche, naturalizzato francese e vissuto a Parigi per quasi trent'anni: una mostra ideata e curata da un altro argentino “lontano da casa”, Patricio Pron, eccellente scrittore che da tempo vive a Madrid e che a Copi ha dedicato numerosi scritti e una ponderosa tesi di laurea.

sabato 3 dicembre 2016

Anniversari e addii: Marcos Ana

Marcos Ana

La casa senza chiavi di Marcos Ana

Il 24 novembre il Partido Popular spagnolo ha seppellito Rita Barberá, per ventiquattro anni onnipotente sindaco di Valencia, che, implicata in una grave trama di corruzione e imputata di riciclaggio, è stata colpita da un infarto improvviso. E mentre Rajoy e tutto il PP lamentavano il “linciaggio” e la “condanna a morte” da parte delle “iene” (ossia i giudici, l'opposizione e i media), di una “donna generosa, una persona eccellente”, quasi nelle stesse ore se n'è andato in silenzio qualcuno che di Rita Barberá era l'opposto, che ha rappresentato con straordinaria dignità un'altra Spagna e che, in un mondo in cui la memoria è ormai smaterializzata, ridotta a pura convenzione celebrativa, continuava a incarnarla con un vigore capace di fonderla al presente e di restituirle senso. Se n'è andato a novantasei anni, il 24 novembre, Fernando Macarro Castillo, meglio noto come Marcos Ana, il nome con cui firmava i suoi versi: un militante comunista rimasto tenacemente tale, un poeta di valore, nonché il prigioniero politico rinchiuso più a lungo nelle carceri franchiste, dov'era entrato a diciannove anni per uscirne a quarantadue.

venerdì 2 dicembre 2016

Da leggere: Roque Larraquy

Roque Larraquy

Il bestiario spettrale di Roque Larraquy

E' nel 1911 che Severo Solpe, fotografo della buona società di Buenos Aires, ritrae il fantasma di una scimmia fluttuante in una sala operatoria abbandonata: ma la foto è fasulla, scattata su richiesta di un senatore burlone, e l'animale, vivo e sedato, è semplicemente appeso al soffitto. Il trucco ha un tale successo, però, che Solpe lo ripete a grande richiesta, finché, per puro caso, incappa nell'autentico spettro di un'anatra che si aggira nel parco. Nasce così “la tecnica della fotografia ectoplasmatica o ectografia animale”, oggetto delle ricerche che Solpe porterà avanti per tutta la vita, fondando la Società Ectografica Argentina e collezionando le immagini di un bestiario spettrale senza precedenti né paragoni: collezione immaginaria, ovviamente, com'è immaginaria l'ectografia, spiegata con minuzia in “Rapporto sugli ectoplasmi animali di Buenos Aires” (Gallucci, traduzione di Ilide Carmignani ed Edoardo Balletta, pag. 86, e. 8,50) di Roque Larraquy, autore nel 2010 del sorprendente La comemadre, in cui sono già evidenti alcuni dei temi di questo suo secondo e frammentario quasi-romanzo.