martedì 25 ottobre 2016

Da leggere: Tre autori, due madri

 
                         Alberto Laiseca                                                  Alberto Chimal


Tre autori, due madri

I nomi di due scrittori latinoamericani importanti e insoliti come l'argentino Alberto Laiseca e il messicano Alberto Chimal probabilmente non dicono molto ai lettori italiani, che hanno a disposizione solo un paio di traduzioni dovute alla competenza e all'impegno di due piccole case editrici: Arcoiris, che nel 2013 ha pubblicato “Avventure di un romanziere atonale” di Laiseca, e Bibliofabbrica, nel cui catalogo si può trovare “Gregge” di Chimal, una raccolta di racconti uscita nel 2007. E non c'è dubbio che questa scarsa presenza sia uno dei tanti peccati per nulla veniali della nostra editoria, la cui accresciuta attenzione per gli autori di lingua spagnola sembra, a volte, favorire misteriosamente testi piuttosto banali.

venerdì 21 ottobre 2016

Anniversari e addii: Violeta Parra

Violeta Parra

Violeta Parra, poeta

A pochi passi da Plaza Italia, nel centro di Santiago de Chile, c'è un edificio basso e imponente (visto dall'alto, potrebbe assomigliare a una chitarra tagliata a metà in verticale), fatto di immense vetrate: è il Museo Violeta Parra, che, inaugurato nel 2015, a partire da ottobre sarà il fulcro di almeno trecento iniziative nazionali organizzate in vista del 4 ottobre 2017, centenario della nascita di colei che il fratello Nicanor, poeta tra i più grandi, chiama “Viola piadosa, admirable, volcánica”, nei versi del lungo poema “Defensa de Violeta Parra”, oggi incisi lungo la rampa d'ingresso al museo.

lunedì 10 ottobre 2016

Da tradurre: Roberto Bolaño

Roberto Bolaño

L'eredità di Roberto Bolaño, tra recuperi e polemiche

La discussione sull'opportunità di pubblicare gli inediti di uno scrittore defunto, lasciati nel cassetto o rinnegati, è così antica e logora che sembra inutile riprenderla: eppure, dopo ogni ritrovamento di qualche importanza, sull'argomento non manca di rinascere un certo dibattito. Chi è favorevole tirerà fuori l'emblematico caso dei manoscritti di Kafka, salvati da Max Brod, o quello dei Papeles inesperados di Cortázar, portati meritoriamente alla luce da Aurora Bernárdez. Altri sosterrano che i testi dovrebbero essere a uso esclusivo degli studiosi; altri ancora chiederanno rispetto per la memoria e la volontà degli scomparsi, alla cui gloria le opere inconcluse o mal riuscite non aggiungono nulla, e porteranno esempi opposti: le scelte della vedova di Borges, Maria Kodama, che fa circolare rimasugli di ogni tipo, comprese le sbobinature di quattro conferenze sul tango del 1956, piene di banalità e di cose già dette, apparse in giugno per l'editore Sudamericana; oppure la fedeltà di Mercedes Barcha, che per non tradire la decisione del marito García Márquez rifiuta di dare alle stampe “En agosto nos vemos”, romanzo rimasto inedito perché l'autore lo giudicava insoddisfacente.

Da leggere: Valeria Luiselli

Valeria Luiselli


Il work in progress di Valeria Luiselli

Che rapporti ci sono tra l'arte, la letteratura e i succhi di frutta? Più di uno, perlomeno a Città del Messico: al principale produttore locale di succhi e bibite, il Grupo Jumex, si devono sia la nascita di una grande Galleria alla periferia della capitale messicana, sia quella del Museo Jumex, immenso edificio ultramoderno nell'elegantissima Colonia Polanco, che presenta, oltre a una ricca collezione di opere contemporanee, mostre di importanza internazionale. Quanto alla letteratura, il suo legame con le suddette bevande è subito evidente a chiunque legga le ultime pagine del secondo romanzo di Valeria Luiselli (“La storia dei miei denti”, La Nuova Frontiera, pag.185, e.16,50, appena uscito nell'ottima traduzione di Elisa Tramontin), in cui l'autrice racconta che è stata proprio la Jumex a chiederle di scrivere qualcosa capace di collegare la Galleria alla vicina fabbrica di succhi e al desolato quartiere suburbano di Ecatepec, in cui entrambe sorgono.