mercoledì 10 febbraio 2016

Da leggere,da tradurre: la voce degli hijos

  
                                      Raquel Robles                                                                                      Félix Bruzzone             


DA LEGGERE, DA TRADURRE: la voce degli hijos

E' il cinque aprile del 1976, e una bambina dorme tranquilla nella sua stanza, a Buenos Aires. Quando è andata a letto ogni cosa era al suo posto: i giocattoli, i libri, le porte chiuse, il silenzio notturno. Al risveglio, però, scoprirà che i suoi non ci sono più: è dunque successo quello che si temeva da quando i militari hanno preso il potere, e che, nelle conversazioni sussurrate degli adulti, i più piccoli hanno sentito chiamare il Peggio?
Incappucciati e portati via su una delle Ford Falcon verdi usate per i sequestri di regime, i genitori non riappariranno mai più, e a poco a poco questa assenza declinerà verso la certezza della loro morte: ma adesso la bambina vuole credere che torneranno, e si prepara a resistere. Sarà, in segreto, una combattente montonera, istruirà il fratellino perché diventi il suo compagno di lotta, e in casa degli zii (due comunisti per i quali non esistono “né Dio né Perón”), tra una nonna paterna che non smette di piangere e di guardare dalla finestra, e una materna che porta scarpe enormi e dice cose insensate, vivrà una vita fatta di segreti, finzioni, lampi di memoria, solitudine, perdite che sembrano replicare all'infinito quella dei genitori.